Vivi Vibo Valentia

giovedì 18 febbraio 2010

Commissione d'accesso all'Asp per presunte infiltrazioni mafiose

Commissione d'accesso all'Azienda sanitaria di Vibo Valentia. Il provvedimento è stato adottato dal prefetto Luisa Latella sulla base di presunte infiltrazioni e condizionamenti mafiosi. Ipotesi piuttosto pesanti, identiche a quelle che in passato hanno portato al commissariamento dell'Azienda sanitaria di Locri. Un provvedimento che lascia intravedere scenari non certo rassicuranti all'interno della sanità vibonese, più volte al centro di inchieste giudiziarie alcune delle quali hanno già fatto emergere un vorticoso giro di tangenti attorno alla costruzione del nuovo ospedale, di fatto mai realizzato. La commissione ispettiva, avrà a sua disposizione tre mesi di tempo per verificare appalti, provvedimenti adottati negli ultimi anni e controllare le manovre finanziarie effettuate. Il gruppo di lavoro, che si è insediato già ieri mattina negli uffici dell'Asp, è coordinato dal vice prefetto vicario Giovanni Cirillo, insieme a lui collaborano il dott. Rocco Romeo, primo dirigente della Questura; il maggiore dei carabinieri Vittorio Carrara; il comandante del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, maggiore Michele Di Nunno e il dott. Massimo Nicolò, . dirigente affari finanziari della Prefettura. Nessuna indiscrezione, per il momento, è trapelata sui motivi che hanno spinto il prefetto Latella a disporre un'ispezione di questa portata. Il rischio che l'Azienda sanitaria possa essere commissariata per condizionamenti mafiosi è reale anche se in questi casi è necessario attendere la relazione degli ispettori. Non è ancora chiaro neanche il periodo di gestione che la commissione prenderà in esame. In passato dipendenti Asp sono rimasti coinvolti in indagini portate avanti dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro e nei confronti di uno di loro sono state adottate anche misure cautelari. Di recente, invece, l'ex direttore generale Domenico Stalteri, dopo il suo siluramento, ha presentato una serie di esposti e denunce che hanno indotto la Procura della Repubblica di Vibo Valentia ad aprire un'inchiesta. Vicende che potrebbero finire tutte sul tavolo degl'ispettori per una valutazione più approfondita. Al vaglio della commissione, molto probabilmente, anche gare d'appalto, forniture e servizi, le cui pratiche in passato sono entrate nei faldoni dell'inchiesta denominata Ricatto, portata avanti dai carabinieri di Vibo Valentia. Così come potrebbero non passare inosservati concorsi e posizioni organizzative interne all'Azienda sanitaria. Un lavoro che si preannuncia delicato, difficile, che richiede attenzione e verifiche incrociate in particolare per i lavori che negli anni hanno interessato a più riprese l'ospedale Jazzolino, lo stesso nel quale si sono verificati drammatici casi di malasanità che hanno portato alla morte di Federica Monteleone ed Eva Ruscio.


La Gazzetta del SUD

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