Vivi Vibo Valentia

venerdì 17 dicembre 2010

Sequestrati sette depuratori nel vibonese

Sono stati sequestrati dai carabinieri in diversi comuni della provincia di Vibo Valentia su provvedimento della Procura della Repubblica di Vibo Valentia. I carabinieri, secondo quanto si è appreso, stanno effettuando anche perquisizioni negli uffici dell’Amministrazione provinciale e di diversi Comuni, e in alcune aziende che operano nel settore.
Le perquisizioni, secondo quanto riferito dai carabinieri, sono in corso anche nelle sedi del Dipartimento Politiche ambientali della Regione e del Commissario delegato per l'emergenza ambientale in Calabria.
I reati ipotizzati riguardano la normativa ambientale e il rifiuto/omissione di atti di ufficio, a carico di alcuni amministratori pubblici

giovedì 16 dicembre 2010

Vibo: in classe con revolver, 16enne denunciato

Insieme ai libri aveva portato in classe anche un revolver, risultato poi privo di cartucce, facendo lo spavaldo con i suoi compagni. Protagonista uno studente di 16 anni, che frequenta le prime classi di un Istituto scolastico di Vibo Valentia. Alcuni compagni gli hanno sottratto l'arma, lanciandola dalla finestra in un prato ed avvisando gli insegnanti e il dirigente scolastico. Questi ultimi, a loro volta, hanno chiesto l'intervento della Polizia di Stato che, intervenuta con una volante, ha sequestrato l'arma e ha portato in questura il ragazzo, denunciato per detenzione abusiva dell'arma. Il padre, proprietario del revolver, dovra' rispondere di omessa custodia

mercoledì 12 maggio 2010

Inquinavano acqua potabile arrestati imprenditori e amministratori a Maierato

Sequestrato il depuratore dalla Procura di Vibo Valentia
depuratore  I carabinieri del Nucleo operativo ecologico hanno sequestrato l’impianto di depurazione delle acque reflue urbane di Maierato che è a servizio, attraverso una stazione di sollevamento, della zona industriale del paese.
Il sequestro è stato disposto dalla Procura di Vibo Valentia a conclusione di un’indagine condotta dal Noe in collaborazione con l’Arpacal di Vibo Valentia. Informazioni di garanzia sono state notificate a vario titolo, ad amministratori comunali, tecnici comunali ed imprenditori. Le ipotesi di reato riguardano la violazione della normativa in materia ambientale e l’omissione di atti di ufficio per quanto riguarda gli amministratori locali.
Le indagini, andate avanti per un anno, hanno preso in esame il controllo degli insediamenti produttivi esistenti nella zona industriale di Maierato, la principale della provincia di Vibo Valentia, e successivamente si sono occupate della verifica della funzionalità dell’impianto di depurazione. L’esito degli accertamenti sugli insediamenti industriali ha consentito, secondo gli investigatori, di appurare gravi illeciti penali.
In particolare, è risultato che alcune imprese effettuavano non soltanto scarichi non autorizzati di acque reflue domestiche, ma anche di acque reflue industriali.
L'analisi delle acque ha evidenziato la presenza di cloruri, solfati, floruri, rame, azoto ammoniacale, escherichia coli, con valori non conformi ai limiti di legge. Da qui il sequestro preventivo di molti degli scarichi delle aziende che utilizzavano il depuratore. L’impianto sequestrato è stato affidato in custodia al responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Maierato.

     inserito da Angela Mendicino

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martedì 11 maggio 2010

Auto in Calabria in aumento negli ultimi 5 anni

Vibo (9,32) è la prima città a guidare la graduatoria seguita da Cosenza (8,4 percento)
automobili 11 / 05 / 2010 Negli ultimi cinque anni, in Calabria, il numero delle autovetture e' aumentato del 7,91 percento, passando dalle 1.087.761 unita' del 2005 alle 1.173.771 del 2009.
La ragione di questa crescita, secondo l'Osservatorio sulla Mobilita' Sostenibile di AIRP (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) che ha svolto l'analisi da cui provengono questi dati, e' in primo luogo da ricondursi alle perduranti carenze delle principali modalita' di trasporto pubblico (autobus e treno) che in molti casi rendono praticamente obbligatorio il ricorso all'autovettura privata.
  Anche in Calabria - si legge nella ricerca - sulla costante crescita del numero delle auto, sottolinea AIRP, incidono particolari fattori strutturali, come la conformazione fisica del territorio che, soprattutto nelle aree extraurbane sollecita di fatto la domanda di mobilita' privata.
Nelle aree urbane della Calabria l'aumento del numero delle auto e' poi spesso la conseguenza dell'espansione urbanistica nelle aree immediatamente al di fuori delle citta' che, in mancanza di un adeguato sviluppo di infrastrutture di trasporto pubblico, accresce le esigenze di mobilita' e rende indispensabile l'utilizzo dell'auto. E' Vibo Valentia con una crescita tra il 2005 ed il 2009 del numero di autovetture pari al 9,32% a guidare la graduatoria calabrese, seguono Cosenza (8,4%), Crotone (7,72%), Reggio Calabria (7,56%) e Catanzaro (6,9%). A livello nazionale sono le regioni meridionali-centrali quelle che hanno fatto registrare tra il 2005 ed il 2009 gli aumenti piu' significativi. In testa la e' la Calabria (+7,91%), seguita nell'ordine dalla Basilicata (+7,67%), dal Lazio (+7,14%), dal Molise (+6,97%), dalla Sardegna (+6,94%), dalla Sicilia (+6,81%) e dalla Puglia (+6,15%).
La ragione dell'aumento del numero di auto nelle regioni meridionali-centrali del nostro Paese - si fa rilevare - e' essenzialmente dovuta all'effetto concomitante del progressivo allineamento del tasso di motorizzazione ai livelli della media nazionale.
Sul piano nazionale, comunque, nel corso del 2009 si e' registrato un contenimento della crescita del parco circolante di auto dovuto innanzitutto alla crisi economica ed in secondo luogo al fatto che l'impatto degli incentivi alla rottamazione se da un lato ha sostenuto la domanda, dall'altro non ha influito sulla consistenza del parco circolante in quanto per ogni auto acquistata con gli incentivi ne e' stata radiata un'altra.
     inserito da Angela Mendicino


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lunedì 10 maggio 2010

Stuprata 12enne disabile

Un branco di 5 minorenni avrebbe abusato ripetutamente della ragazzina che soffre da molti anni di gravi disturbi psichici

Sono cinque minorenni, tutti al di sotto dei 14 anni, i responsabili di diversi episodi di violenza sessuale nei confronti di una ragazzina di 12 anni, disabile, avvenuti in una scuola media nel vibonese. Sul caso sono in corso le indagini dei carabinieri. A quanto pare - ma il riserbo degli investigatori è massimo, vista la delicatezza del caso - a dare l’allarme sono stati i genitori della vittima, accortisi dello strano comportamento della figlia. Dopo aver protestato vivacemente con il dirigente scolastico e gli insegnanti, hanno sporto denuncia al comandante della stazione dei carabinieri di Vibo Valentia, Nazzareno Lopreiato, il quale ha aperto un’indagine e presentato un’informativa di reato alla procura della Repubblica di Catanzaro per i minori. La vittima degli abusi, che abita in una frazione alle porte di Vibo Valentia, soffre da molti anni di gravi disturbi psichici e, nell’ambito dell’attività scolastica, è costantemente seguita dall’insegnante di sostegno. A compiere gli abusi sarebbero stati quattro compagni di scuola più grandi della ragazza. Gli abusi si sarebbero verificati anche all’esterno dell’istituto. 

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venerdì 7 maggio 2010

Il Tribunale di Vibo Valentia convalida il sequestro dell’incompiuta “Tangenziale Est di Vibo Valentia”.

Vibo Valentia, 6 mag. – Il Tribunale di Vibo Valentia condividendo in toto le tesi della locale Procura della Repubblica ha convalidato il sequestro preventivo, dell’incompiuta “Tangenziale Est di Vibo Valentia”, effettuato d’urgenza il 27 aprile scorso dalla Guardia di Finanza del capoluogo vibonese coordinata, direttamente, dal Procuratore Capo. L’impianto accusatorio degli investigatori delle Fiamme Gialle ha retto davanti al GIP in quanto, effettivamente, nonostante la spesa di 15 miliardi delle vecchie lire per tre distinti appalti destinati alla realizzazione dell’importante infrastruttura viaria non si e’ mai giunti alla conclusione dell’opera ed i soggetti responsabili non hanno provveduto nemmeno alla messa in sicurezza delle strutture edificate, cio’ in pregiudizio dell’abitato ricadente nell’Area Nord del comune di Stefanaconi (VV), interessato da pericolo frana. Il dato piu’ sconcertante che emerge dagli atti d’indagine non e’ tanto quello relativo al fatto che alcuni dei lavori appaltati e pagati alle imprese esecutrici delle opere non siano stati realizzati, bensi’ che risultano emesse le certificazioni attestanti l’ultimazione di tutti i lavori appaltati nonche’ la loro esecuzione a regola d’arte. Il GIP vibonese oltre a convalidare il provvedimento emergenziale emesso a fine aprile dalla locale Procura della Repubblica ha ritenuto, altresi’, di confermare la nomina quale custode giudiziario con facolta’ d’uso, in ragione della carica rivestita, dell’attuale presidente della Provincia di Vibo Valentia, cui e’ stato imposto l’obbligo di procedere alla messa in sicurezza dell’intero sito. Confermati anche in capo ai 10 indagati le imputazioni di disastro colposo, frode in forniture, nonche’ omesso collocamento di segnali e ripari e falso ideologico. (AGI)

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martedì 4 maggio 2010

NUOVA INTIMIDAZIONE CONTRO L’ECOCAL DI VAZZANO

Alcuni colpi di fucile caricato a pallettoni sono stati sparati la scorsa notte contro il cancello d’ingresso e la vetrata della società Ecocal, appartenente ad una cordata di industriali vibonesi, che opera nel settore della trasformazione di rifiuti in concimi. Il fatto si è verificato a Vazzano, in localita’ “Stagliati”. A denunciare l’intimidazione sono stati gli operai che hanno prontamente informato l’amministratore delegato Antonio Gentile. E’ stato lo stesso Gentile a rivolgersi ai carabinieri, che hanno avviato le indagini effettuando i primi rilievi. La Ecocall, che da’ lavoro a 14 dipendenti e dai rifiuti organici produce il fertilizzante compost, attiva dal 2003, anche in passato e’ stata oggetto di attentati intimidatori.
Nell’ottobre del 2004 due guardiani dell’azienda vennero colpiti in un agguato a colpi di fucile. L’azienda ha come rappresentante legale l’ex presidente di Confindustria di Vibo Valentia, Rocco Letizia. ”Non e’ la prima volta – dice l’amministratore delegato, Antonio Gentile – che accadono fatti del genere, a cui non sono mai seguite richieste di alcun genere. Per quanto ci riguarda noi continuiamo il nostro lavoro e abbiamo fiducia nell’operato delle istituzioni. Di sicuro possiamo dire che non basta creare aziende per dare lavoro quando poi si e’ costretti ad assistere a situazioni del genere”.