Vivi Vibo Valentia

martedì 27 aprile 2010

questrata la Tangenziale est di Vibo: dieci indagati per appalti illeciti

Disposizione della Guardia di Finanza e del procuratore Spagnuolo


sequestro tangenziale est vibo La Guardia di Finanza di Vibo Valentia, sotto il coordinamento del procuratore Mario Spagnuolo, ha sequestrato la Tangenziale Est, i cui lavori sono iniziati nel 1985 e mai completata nonostante siano stati spesi 7,5 milioni di euro. L'arteria e' stata inoltre la causa di recenti eventi franosi.
In tutto sono dieci gli indagati, tra cui appartenenti all'amministrazione provinciale che avrebbero operato in concorso con i legali rappresentanti delle imprese esecutrici dei lavori documentando formalmente la realizzazione dell'opera al fine di giustificare contabilmente i costi sostenuti, senza mai tuttavia giungere all'effettiva realizzazione dell'importante infrastruttura viaria, non provvedendo alla messa in sicurezza delle opere, in danno dell'interesse pubblico a vantaggio di privati imprenditori aggiudicatari degli appalti.
L'opera doveva servire i Comuni di Vibo Valentia, Stefanacoli e Sant'Onofrio, quale collegamento diretto con la rete Autostradale A3 Salerno-Reggio Calabria e la Ss 18, al fine di snellire il traffico di autovetture e mezzi pesanti.
A seguito di perizie tecniche eseguite da esperti nominati dalla Procura e' emerso un serio e attuale pericolo di frana per l'abitato sottostante, ricadente nell'area nord del comune di Stefanacoli.
Per queste ragioni l'autorita' giudiziaria ha emesso un decreto di sequestro preventivo effettuato in via d'urgenza dell'intero tratto stradale, nominando custode giudiziario il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Francesco De Nisi, al quale e' stato posto l'obbligo di procedere alla messa in sicurezza dell'intero sito nonche' di cautelare gli svincoli di Stefanaconi e Sant'Onofrio con adeguate misure ritenute idonee a impedire l'accesso e la circolazione di mezzi e persone.
Dei 10 avvisi di garanzia sei sono stati emessi nei confronti di funzionari, dipendenti e tecnici dell'Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia; tre nei confronti dei legali rappresentanti delle imprese esecutrici dei lavori e uno nei confronti del geologo che aveva effettuato la relazione tecnica preliminare per conto della provincia di Vibo Valentia.

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venerdì 23 aprile 2010

Pallavolo: Tonno Callipo Vibo campione regionale Under 16

La squadra rappresenterà la Calabria alle Finali di Matera 15 e 16 maggio
pallavolo La Tonno Callipo Vibo si conferma, per il secondo anno consecutivo, campione regionale Under 16.
Questo e' il risultato  delle finali regionali disputatesi ieri sera a Lamezia Terme.
I ragazzi di Tonino Chirumbolo andranno a rappresentare la Calabria alle Finali Interregionali che si disputeranno a Matera il 15 e 16 maggio, per cercare di conquistare le finali nazionali che si disputeranno a Chianciano Terme.
I giovani vibonesi hanno superato nella semifinale i pari eta' della Mymamy Reggio Calabria, battendoli con il risultato di tre set a zero, con i seguenti parziali: 25/20 - 25/7 - 25/9.
In finale il Cosenza, che aveva superato nell'altra gara i padroni di casa del Lamezia per tre a uno. Anche qui la squadra ha vinto con lo stesso punteggio della prima partita.
25/8 - 25/12 - 25/16 i parziali. A fine gara piu' che giustificata la gioia dei ragazzi e del Mister  Chirumbolo al suo quarto titolo regionale consecutivo.
                  Angela Mendicino
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giovedì 15 aprile 2010

A3: tra sabato e domenica chiuso il tratto Lamezia-Pizzo

Provvedimento necessario per ripristino manto stradale
a3  Dalle ore 16 di sabato 17 aprile, alle ore 13  di domenica 18 aprile, sara' chiuso al traffico il tratto dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria tra gli svincoli di Lamezia Terme (km 320,000 ) e Pizzo (km 339,000), in entrambe le direzioni''. Lo comunica l'Anas in una nota.

''Il provvedimento - dice l'Anas - si rende necessario per effettuare lavori di ripristino del manto stradale ammalorato. Nelle ore di chiusura i veicoli potranno utilizzare il percorso alternativo della strada statale 18 in entrambe le direzioni''.

I dispositivi di traffico ed i percorsi alternativi sono stati comunicati agli Enti e alle Istituzioni interessate.

L'Anas ricorda che l'informazione agli automobilisti sulla viabilita' e sul traffico e' assicurata attraverso le emittenti radio-televisive, il sito anas www.stradeanas.it e chiamando il numero verde 800.290.092.

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martedì 13 aprile 2010

Pubblicati i nomi dei consiglieri regionali.

Probabilmente Pino Gentile avrà la delega a Turismo e Ambiente


pino gentile Si è tenuta la proclamazione degli eletti al Consiglio regionale per le circoscrizioni di Catanzaro, Reggio Calabria e Vibo Valentia. Per oggi è fissata la proclamazione per le circoscrizioni di Cosenza e Crotone.
A CATANZARO sono stati eletti 8 consiglieri.
Per il PDL: Pietro Aiello, Mario Magno e Domenico Tallini; Lista 'Scopelliti Presidentè: Claudio Parente; UDC: Francesco Talarico; PD: Antonio Scalzo e Pietro Amato; Lista 'Autonomia e Diritti - Loiero Presidentè: Vincenzo Antonio Ciconte.
A REGGIO CALABRIA sono stati eletti 13 consiglieri.
Per il PDL: Alessandro Nicolò, Giovanni Nucera, Antonio Stefano Caridi, Luigi Fedele e Santi Zappalà; Lista 'Scopelliti Presidentè: Giovanni Emanuele Bilardi e Candeloro Imbalzano; UDC: Pasquale Maria Tripodi; Lista 'Insieme per la Calabrià: Antonino Rappoccio; PD: Giuseppe Bova e Demetrio Battaglia; Rifondazione – Comunisti Italiani: Antonino De Gaetano; IDV: Giuseppe Giordano.
A VIBO VALENTIA sono stati eletti 5 consiglieri.
Per il PDL: Nazzareno Salerno; Lista 'Scopelliti Presidentè: Alfonsino Grillo; UDC: Francescantonio Stillitani; PD: Bruno Censore; Lista 'Autonomia e Diritti – Loiero Presidentè: Ottavio Gaetano Bruni.
Intanto per domani è fissato il passaggio di consegne tra l'uscente Agazio Loiero e Giuseppe Scopelliti a Palazzo Alemanni. Il neo governatore avrebbe deciso di mantenere la delega alla Sanità e probabilmente, Pino Gentile, sarà il vicepresidente della Regione con la delega al turismo o all'ambiente.

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lunedì 12 aprile 2010

A Vibo vince il centrodestra con Nicola D'Agostino

Risultato del ballottaggio dell'11 e 12 aprile
nicola d agostino Il risultato del ballottaggio a Vibo è a favore del centrodestra con il candidato Nicola D'Agostino sostenuto da Pdl, Lista Civica Insieme per Vibo Valentia e Lista Civica per Vibo con d'Agostino. Più di 8mila preferenze che lo hanno portato in vantaggio su Michele Soriano del centrosinistra. Si è votato in 41 comuni, quattro dei quali sono capoluoghi di provincia: Mantova, Macerata, Matera e Vivo Valentia. Tra i quattro capoluoghi è Matera ad aver registrato il maggior calo nella partecipazione: si è passati dall'80,24 per cento al 59,33, con una flessione che ha sfiorato i 21 punti. A Mantova il calo è stato di otto punti, a Macerata di quasi 12 e a Vivo Valentia di poco meno di 20.

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A sant'Onofrio ha vinto la legalità. Rito dell'Affruntata riuscito dopo l'annullamento per infiltrazioni mafiose

La cerimonia era stata sospesa e si era registrato un atto intimidatorio contro la parrocchia calabrese
affruntata rito religioso  Oggi qui ha vinto lo Stato ma anche la popolazione di Sant'Onofrio. Si tratta certo di una piccola cosa ma significativa e importante». Così il prefetto di Vibo Valentia, Luisa Latella a conclusione della celebrazione dell’'Affruntata» di Sant'Onofrio, il rito religioso rinviato domenica scorsa a causa di un episodio di intimidazione. «La compattezza che si è registrata – ha aggiunto il prefetto che da subito si è battuta perchè la celebrazione si tenesse – è esemplare e induce a ben sperare per il futuro».
Al grido di viva il vescovo in bagno di folla, a Sant'Onofrio, nel comune alle porte di Vibo Valentia, stamattina intorno alle 10 si è tenuta l'Affruntata, la sacra rappresentazione dell’incontro tra la Madonna ed il Cristo Risorto, mediato da San Giovanni, che si sarebbe dovuta tenere giorno di Pasqua ma che era stata sospesa a causa di infiltrazioni mafiose e un avvertimento al priore della congrega del santissimo Rosario. Le statue sono state portate a spalla dai confratelli della congrega e da alcuni giovani delle varie associazioni, senza quindi la partecipazione dei picciotti e degli «uomini d’onore» del paese che negli anni passati appaltavano e monopolizzavano l’affruntata. A togliere il velo alla madonna, la cosiddetta «svelatura», è stato lo stesso priore Michele Virdò. Un’operazione ben riuscita, segno di buoni auspici come vuole la tradizione popolare. Alla manifestazione erano presenti autorità istituzionali, politiche e giudiziarie ad incominciare dal prefetto Luisa Latella, il neo presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, il presidente della Provincia Francesco De Nisi, il vice presidente della commissione antimafia Mario Tassone, gli onorevoli Angela Napoli, Doris Lo Moro, Maria Grazia Laganà, il procuratore generale della DDA di Catanzaro Vincenzo Lombardo, il procuratore capo di Vibo Mario Spagnuolo, senza contare i vertici delle forze dell’Ordine che hanno predisposto un imponente servizio di prevenzione e sorveglianza. Presente anche una delegazione della segreteria nazionale del Coisp guidata dal segretario Franco Maccari. Si è chiuso così il "caso Sant'Onofrio" una vicenda salita agli onori della cronaca nazionale e che ha visto il trionfo del popolo sulla «ndrangheta che oltre ad aver messo le mani sugli enti, il comune di Sant'Onofrio è sciolto per mafia, si era infiltrata nei gangli della Chiesa, se un vescovo coraggioso come monsignor Renzo non fosse stato attento. A volere che l’Affruntata si tenesse oggi sono stati da un lato il vescovo monsignor Luigi Renzo e dall'altra il prefetto Luisa Latella. Alla fine tutto si è svolto senza problemi.
«Era necessario ed opportuno un segnale di lotta alla mafia anche attraverso la negazione alle cosche del prestigio di portare i santi sulle spalle – dice l’antropologo Luigi Maria Lombardi Satriani docente presso la Sapienza di Roma, presidente dell’associazione nazionale antropologi. C'è però da aggiungere – continua – che una simile iniziativa non deve restare isolata, ma deve continuare per tutto il resto dell’anno e deve valere per tutte le manifestazioni religiose e non. La partecipazione contemporanea alla vita religiosa e alla comunità della 'ndrangheta o mafia che sia, è diametralmente opposta e inaccettabile. I mafiosi del resto si sa – aggiunge lo studioso fra l’altro già componente della commissione parlamentare Antimafia – non sono dei marziani, nel bene e nel male fanno parte di questa nostra società e quindi partecipano a tutte le iniziative. Un fenomeno da condannare».
                  

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giovedì 8 aprile 2010

Cinque comuni calabresi al ballottaggio domenica 11 aprile

Si voterà a Vibo, Lamezia, Gioia Tauro, Acri e San Giovanni in Fiore
ballottaggi Ancora pochi giorni prima di sapere chi siederà sulla poltrona di sindaco nelle città di Vibo Valentia, Lamezia Terme, Gioia Tauro, Acri e San Giovanni in Fiore che andranno al ballottaggio domenica 11 aprile. A Vibo ultimo scontro fra Michele Soriano, centrosinistra e Nicola D'Agostino sostenuto dal PdL e da due liste civiche.
Poi, a Lamezia è sfida aperta fra l'uscente Gianni Speranza sostenuto dal centrosinistra e Ida D'Ippolito candidata del centrodestra.
Niente maggioranza al primo turno ad Acri, centro cosentino, dove i due candidati hanno avuto un distacco di soli 41 punti e al ballottaggio andranno l'uomo dell'Udc e Partito socialista, Gino Trematerra (il cui figlio Michele è stato eletto con un ottimo consenso di voti in Consiglio regionale), e Giacomo Cozzolino sostenuto dal centrosinistra.
A San Giovanni in Fiore, si tornerà a votare per scegliere fra il centrosinistra che appoggia Francesco Belcastro e il centrodestra che schiera in campo Antonio Barile.
Infine, a Gioia Tauro domenica 11 aprile urne aperte fino alle 15 del giorno seguente per votare il sindaco che sarà scelto fra l'ex eurodeputato PdL Umberto Pirilli e Renato Bellofiore sostenuto da due Liste civiche.
In attesa dei risultati....
 Angela Mendicino
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mercoledì 7 aprile 2010

Indagini sull'attentato contro la Chiesa a Sant'Onofrio:riunione in Prefettura sulla sicurezza pubblica


indagini Continuano le indagini dopo il rinvio della cerimonia dell'Affruntata a Sant'Onofrio, deciso in seguito all'atto intimidatorio subito dalla Chiesa come ritorsione per la denuncia di inquinamento mafioso. Molti boss infatti, per dimostrare pubblicamente il controllo sul territorio partecipavano alla celebrazione portando in spalla le statue sacre, cosa a cui il prelato ha deciso di dare un taglio, ricevendo di risposta un atto intimidatorio.
Dopo l'interrogatorio del priore Michele Virdo', avvenuto nel pomeriggio di ieri, stamattina il Sostituto procuratore Fabrizio Garofalo ha ascoltato il parroco del paese, don Franco Fragala'.
Tra poco in Prefettura si terra' la riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica per fare il punto sulla situazione.

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martedì 6 aprile 2010

A Vibo indagato medico del 118 per il decesso di una donna il giorno di Pasqua

I familiari della vittima avevano chiamato i medici che non hanno ritenuto opportuno il ricovero
medici 118  Il nome di un medico del 118 è stato scritto sul registro degli indagati nell'ambito delle indagini tese a far luce sulle cause della morte di
Maria Minore, casalinga di 57 anni, di Sant'Onofrio. Nel giorno di Pasqua, infatti,
un avviso di garanzia - emesso dal sostituto procuratore Fabrizio Garofalo, è stato
notificato dai carabinieri al sanitario - si tratta di A. A. di 40 anni -. Allo
stesso tempo l'atto è stato notificato ai familiari della donna con l'avvertenza
che, nella giornata di oggi, sarà effettuata l'autopsia sul corpo della congiunta.
La salma, infatti, nell'immediatezza del decesso - avvenuto sabato mattina intorno
alle 11,30, poco dopo l'arrivo della donna al pronto soccorso dell'ospedale
Jazzolino - era stata posta dal magistrato di turno a disposizione dell'autorità
giudiziaria. Inoltre nella stessa mattinata di sabato i carabinieri della Stazione,
intervenuti in ospedale dopo la denuncia dei familiari della casalinga
(rappresentati dall'avv. Giulio Capria), avevano sequestrato la cartella clinica e
sentito alcune persone informate sui fatti.
Ulteriori interrogatori sono stati svolti dai militari - coordinati dal luogotenente
Nazzareno Lopreiato, comandante della Stazione - anche nella giornata di ieri.
Insomma obiettivo del magistrato e degli investigatori è quello di riuscire a
ricostruire, in modo chiaro, la sequenza dei fatti accaduti nella giornata di
sabato. Ciò allo scopo di capire se ci siano o meno singole responsabilità (qualora
ci fossero il reato ipotizzato è quello di omicidio colposo) in quanto, per questo
caso, non verrebbe messa in alcun modo in discussione la struttura ospedaliera.
Comunque elementi utili alle indagini - in particolar modo in relazione alle cause
del decesso - le potrà fornire l'autopsia in programma per oggi.
Da quanto emerso la signora Maria Minore sabato mattina aveva accusato malesseri,
tali da richiedere l'intervento del 118. Visitata a domicilio le sarebbe stata
praticata una terapia ma non sarebbe stato ritenuto opportuno il ricovero. A
distanza di circa un'ora, però, le condizioni della donna si sono ulteriormente
aggravate. Nuovo ricorso al 118 con conseguente ricovero della cinquantasettenne che
però è deceduta verso le 11,30, poco dopo il suo arrivo al pronto soccorso
dell'ospedale Jazzolino. Un epilogo drammatico - dietro il quale si ipotizza un caso
di presunta malasanità - che ha provocato la reazione dei familiari della casalinga
i quali si sono rivolti ai carabinieri della Stazione sporgendo denuncia. Da qui
l'intervento del luogotenente Lopreiato e dei suoi uomini, l'apertura di un
fascicolo da parte del sostituto procuratore Garofalo, a cui è seguito domenica di
Pasqua l'avviso di garanzia nei confronti del sanitario del servizio d'emergenza.
Un atto dovuto al fine di consentire al professionista iscritto sul registro degli
indagati di procedere con eventuali iniziative a tutela del suo operato e alla parte
offesa - in questo caso la famiglia della donna - di adottare, a sua volta, le
iniziative volte a garantire l'accertamento della verità.

(Antonio Nesci)
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Sospeso rito religioso a Sant'Onofrio per "infiltrazioni mafiose"

Il parroco ferma la celebrazione e la 'ndrangheta reagisce con un'intimidazione ai suoi danni
rito religioso  Ha detto no ai tentativi delle cosche di infiltrarsi in una delle rappresentazioni religiose più care ai calabresi e per questo, alla vigilia di Pasqua, qualcuno ha sparato due colpi di pistola contro il cancello esterno della sua abitazione.
Un'esclusione che non sarebbe stata gradita dai boss e alla quale la Chiesa ha risposto sospendendo la rappresentazione.
Vittima dell’intimidazione è il priore della confraternita del Santissimo Rosario, Michele Virdò, che a Sant'Onofrio, piccolo centro del vibonese, organizza l’Affruntata, manifestazione pasquale durante la quale le statue raffiguranti Maria Addolorata, Gesù e San Giovanni vengono portate a spalla per simboleggiare l’incontro dopo la resurrezione di Cristo.
Una manifestazione che negli anni, secondo gli investigatori, era diventata l’occasione per pregiudicati e picciotti di mostrare la propria forza agli abitanti di Sant'Onofrio, il cui consiglio comunale è stato sciolto nell’aprile dello scorso anno per presunti condizionamenti mafiosi e che da allora è retto da una commissione straordinaria. Una «strategia», quella delle cosche, contrastata duramente dal vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, mons.
Luigi Renzo, che più volte ha richiamato la necessità di prestare attenzione alla scelta dei figuranti per esaltare il valore religioso dell’iniziativa, non solo a Sant'Onofrio, ma in tutte le parrocchie della Diocesi. Mons. Renzo, lo scorso hanno, ha anche indirizzato a tutti i parroci una direttiva con i comportamenti da tenere nell’organizzazione di simili manifestazioni.
E Virdò, insieme al parroco del paese, don Franco Fragalà, ha tenuto fede alle parole del Vescovo. Un comportamento che, evidentemente, non è stato gradito da tutti.
Una delle ipotesi prese in considerazione dai carabinieri per risalire agli autori dell’intimidazione, infatti, è proprio quella di una “reazione» di qualcuno degli esclusi. In ogni caso, dopo gli spari della notte della vigilia di Pasqua, don Franco ha sentito il suo Vescovo, attualmente fuori Diocesi, e poi, d’intesa con i carabinieri, ha sospeso tutto. Una decisione caldeggiata dallo stesso Vescovo. «Non c'erano le condizioni per fare l’Affruntata.
Il priore, dopo quello che è successo – ha spiegato don Franco – non se la sentiva di essere presente e, in sua assenza, non si poteva fare la manifestazione. C'erano motivi spirituali e di ordine pubblico che ci hanno indotti a sospendere l’iniziativa. Se sarà fatta domenica prossima? Ancora non lo abbiamo deciso. Vedremo nei prossimi giorni».
L’Affruntata è una rappresentazione molto sentita non solo nel vibonese, ma anche in provincia di Reggio Calabria. Di origini pagane (il priore è un laico) vede le statue portate lungo le strade del paese. La statua della Madonna è velata di nero e raggiunge la piazza seguendo un proprio percorso, mentre quella di Gesù arriva dalla parte opposta. La statua di San Giovanni, invece, fa la spola tra le altre due, prima lentamente e poi sempre più velocemente. Alla fine nella piazza restano solo la statua di Maria, con i portatori che cominciano a correre avanti e indietro per tre volte, e quella di Gesù Cristo.
                  
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venerdì 2 aprile 2010

Sequestrato complesso residenziale a Ricadi.

Un complesso residenziale composto da tre fabbricati per complessive dieci unita' immobiliari e' stato sequestrato a Santa Domenica di Ricadi per irregolarita' dal Nucleo mobile della Tenenza della Guardia di Finanza di Tropea. Le indagini sono iniziate nel settembre 2007, quando lo stesso Reparto della Guardia di Finanza aveva gia' posto sotto sequestro il residence, in quanto ''costituente lottizzazione abusiva realizzata in area agricola gravata da vincolo archeologico per presenza palenteologica''.
Infatti l'area in cui sorge il complesso, che ha un'estensione complessiva pari a 13mila mq circa, e' risultata classificata nel Piano Regolatore Generale come zona territoriale agricola gravata da ''vincolo d'interesse archeologico'' che subordina ogni trasformazione urbanistica ed edilizia al preventivo rilascio del nulla osta da parte della competente Soprintendenza per i Beni Archeologici. Le strutture abitative sequestrate sono state realizzate trasformando vecchi fabbricati rurali risalenti agli anni '50, modificati nella sagoma, nei prospetti e nelle volumetrie, oltre ad essere anche aumentati nel numero complessivo; un vero e proprio ''lifting strutturale'' che da' l'origine del nome dell'operazione delle Fiamme gialle.
I militari hanno constatato che per la realizzazione del residence sono stati posti in essere comportamenti finalizzati ad eludere i controlli e la normativa urbanistica. Il costruttore, che e' anche proprietario del complesso, C. N. di 68 anni, ha esibito solamente una semplice denuncia di inizio attivita' presentata al Comune di Ricadi, per di piu' solo per una delle tre strutture sequestrate, riguardante la manutenzione con restauro e risanamento conservativo, di un fabbricato rurale.

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