Disposizione della Guardia di Finanza e del procuratore Spagnuolo
In tutto sono dieci gli indagati, tra cui appartenenti all'amministrazione provinciale che avrebbero operato in concorso con i legali rappresentanti delle imprese esecutrici dei lavori documentando formalmente la realizzazione dell'opera al fine di giustificare contabilmente i costi sostenuti, senza mai tuttavia giungere all'effettiva realizzazione dell'importante infrastruttura viaria, non provvedendo alla messa in sicurezza delle opere, in danno dell'interesse pubblico a vantaggio di privati imprenditori aggiudicatari degli appalti.
L'opera doveva servire i Comuni di Vibo Valentia, Stefanacoli e Sant'Onofrio, quale collegamento diretto con la rete Autostradale A3 Salerno-Reggio Calabria e la Ss 18, al fine di snellire il traffico di autovetture e mezzi pesanti.
A seguito di perizie tecniche eseguite da esperti nominati dalla Procura e' emerso un serio e attuale pericolo di frana per l'abitato sottostante, ricadente nell'area nord del comune di Stefanacoli.
Per queste ragioni l'autorita' giudiziaria ha emesso un decreto di sequestro preventivo effettuato in via d'urgenza dell'intero tratto stradale, nominando custode giudiziario il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Francesco De Nisi, al quale e' stato posto l'obbligo di procedere alla messa in sicurezza dell'intero sito nonche' di cautelare gli svincoli di Stefanaconi e Sant'Onofrio con adeguate misure ritenute idonee a impedire l'accesso e la circolazione di mezzi e persone.
Dei 10 avvisi di garanzia sei sono stati emessi nei confronti di funzionari, dipendenti e tecnici dell'Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia; tre nei confronti dei legali rappresentanti delle imprese esecutrici dei lavori e uno nei confronti del geologo che aveva effettuato la relazione tecnica preliminare per conto della provincia di Vibo Valentia.
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